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Il Decreto Legislativo n. 151 del 25 luglio 2005 - detto anche Decreto RAEE recepisce in Italia la Direttiva Europea 2002/96/CE.
Il Decreto RAEE attribuisce ai produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) la responsabilità di finanziare e gestire la raccolta ed il trattamento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

AEE è l'acronimo di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

RAEE è l'acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

L'aspetto più innovativo introdotto dal Decreto RAEE è rappresentato dal fatto che il ritiro dei RAEE dai punti di raccolta, il loro trasporto a centri di trattamento ed il trattamento stesso non saranno più a carico degli enti locali, ma saranno gestiti dai produttori di AEE attraverso la partecipazione a idonei sistemi collettivi (ad esempio Consorzi).
Agli enti locali resterà il compito di gestire i punti di raccolta.

Un Punto di Raccolta, detto anche Isola Ecologica, Piazzola, Centro di stoccaggio, etc., identifica l'area organizzata per il conferimento e la raccolta differenziata dei RAEE provenienti dai nuclei domestici.

I Comuni debbono assicurare i Punti di raccolta sul territorio. In particolare i Comuni (art. 6 comma a Decreto Legislativo 151/05) debbono assicurare la funzionalità, l'accessibilità e l'adeguatezza dei Punti di Raccolta differenziata dei RAEE provenienti dai nuclei domestici, in modo da permettere ai detentori finali ed ai distributori di conferire gratuitamente al punto di raccolta i rifiuti prodotti nel loro territorio.

I costi per l'allestimento dei Punti di Raccolta sono posti in capo ai Comuni. l'art.6, comma a, D.Lgs. 151/05 così recita: "i comuni assicurano la funzionalità, l'accessibilità e l'adeguatezza dei sistemi di raccolta differenziata dei RAEE provenienti dai nuclei domestici istituiti ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di raccolta separata dei rifiuti urbani, in modo da permettere ai detentori finali ed ai distributori di conferire gratuitamente al centro di raccolta i rifiuti prodotti nel loro territorio; il conferimento di rifiuti prodotti in altri comuni è consentito solo previa sottoscrizione di apposita convenzione con il comune di destinazione;".

Si, se un rivenditore commercializza AEE a marchio proprio oppure "importa o immette per primo" sul mercato italiano AEE di produttori esteri è equiparato ad un produttore, e pertanto deve contribuire alla gestione dei RAEE aderendo anch?esso ad un sistema collettivo.
Inoltre, i distributori al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica destinata ad un nucleo domestico, debbono garantire il ritiro gratuito di un RAEE equivalente.
Tale obbligo, sancito dall'art 6,1 comma lettera B del Dlgs 151/2005 è stato prorogato all' 1 Gennaio 2009

I Sistemi Collettivi sono i soggetti, ad esempio consorzi, o società senza finalità di lucro fondati e finanziati dai produttori di AEE per assolvere collettivamente alle obbligazioni loro attribuite del Decreto RAEE.

Il Centro di Coordinamento RAEE - previsto all'art.13 comma 8 del D.L. 151/2005 è l'organo costituito, finanziato e gestito dai Sistemi Collettivi istituiti dai Produttori di AEE per garantire l'ottimizzazione delle proprie attività, a garanzia di comuni, omogenee e uniformi condizioni operative.
Il Centro di Coordinamento RAEE è regolato con il D.L. del 5 novembre 2007 N. 185.

Il sistema di gestione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche si fonda sul principio della responsabilità del produttore per i prodotti a fine vita.
Il finanziamento delle operazioni di trasporto dai centri di raccolta dei RAEE agli impianti di trattamento, nonché delle operazioni di trattamento, di recupero e di smaltimento ambientalmente compatibile dei RAEE storici è a carico dei produttori presenti sul mercato.
l'articolo 14 del Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 prevede, al fine di controllare la gestione dei Raee e di definire le quote di mercato in base alle quali gli oneri di gestione del sistema vengono ripartiti tra i produttori, l'istituzione, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, del Registro nazionale dei soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione dei Raee,.
All'interno di tale registro è prevista una sezione relativa ai sistemi collettività o misti istituiti per il finanziamento della gestione dei Raee, sulla base delle indicazioni di cui al comma 2.
Il produttore di apparecchiature elettriche ed elettroniche soggetto agli obblighi di finanziamento del sistema, può immettere sul mercato dette apparecchiature solo a seguito di iscrizione presso la Camera di Commercio di competenza. All'atto dell'iscrizione il produttore, come definito dall'articolo 3, comma 1, lettera m), deve indicare, qualora il codice di attività non individuai esplicitamente la natura di produttore di Aee, anche lo specifico codice di attività che lo individua come tale, nonché il sistema attraverso il quale intende adempiere agli obblighi di finanziamento della gestione dei Raee previsti dal presente decreto.
Il registro è stato istituito dal D.M. 25 settembre 2007 n. 185, pubblicato sulla G.U. del 5 novembre 2007

I produttori di AEE, definiti dall'art. 3 del Dlgs 151/2005 ed i sistemi Collettivi o misti (consorzi).

Ai sensi dell'articolo 3 comma 1 punto m) è considerato produttore e deve iscriversi al registro chiunque, a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata, compresi i mezzi di comunicazione a distanza di cui al decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, e successive modificazioni:

  • fabbrica e vende apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti il suo marchio
  • rivende con il proprio marchio apparecchiature prodotte da altri fornitori; il rivenditore non è considerato "produttore" se l'apparecchiatura reca il marchio del produttore a norma del punto 1
  • importa o immette per primo, nel territorio nazionale, apparecchiature elettriche ed elettroniche nell'ambito di un'attività professionale e ne opera la commercializzazione, anche mediante vendita a distanza
  • chi produce apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate esclusivamente all'esportazion: quest'ultimo è considerato produttore solo ai fini dell'obbligo della progettazione dei prodotti e delle comunicazioni annuali e dell'iscrizione al registro dei produttori

Il Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, all'articolo 3 comma 1 definisce come Raee domestici i i Raee originati dai nuclei domestici e i Raee di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e per quantità, a quelli originati dai nuclei domestici.

Il Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, all'articolo 3 comma 1 definisce come Raee professionali i Raee prodotti dalle attività amministrative ed economiche, diversi da quelli di cui domestici.

Il Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, all'articolo 3 comma 1 definisce come "Raee storici": i Raee derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato prima del 13 agosto 2005. Nelle more della definizione di un sistema europeo di identificazione dei produttori, il finanziamento della gestione dei Raee derivanti a apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato dopo il 13 agosto 2005 provenienti dai nuclei domestici viene assolto dei produttori con le medesime modalità previste per il finanziamento della gestione dei RAEE storici.

Le operazioni di trasporto dai centri di raccolta istituiti dai Comuni, nonché delle operazioni di trattamento, di recupero e di smaltimento ambientalmente compatibile dei RAEE è a carico dei produttori presenti sul mercato nell'anno solare in cui si verificano i rispetti costi.

I produttori di AEE professionali immesse sul mercato dopo la data di entrata in vigore del sistema hanno l'onere di finanziare la gestione dei RAEE originati da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato a partire dalla predetta data.
Il finanziamento delle operazioni delle operazioni di gestione dei Raee professionali originati da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato prima della data di entrata in vigore del sistema è a carico del produttore nel caso di fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica in sostituzione di un prodotto di tipo equivalente ed adibito alle stesse funzioni della nuova apparecchiatura fornita ovvero è a carico del detentore negli altri casi.
Il produttore adempie a tali obblighi individualmente ovvero attraverso l'adesione ad un sistema collettivo o misto adeguato

Il finanziamento della gestione dei RAEE storici provenienti dai nuclei domestici è a carico dei produttori presenti sul mercato nell'anno solare in cui si verificano i rispettivi costi, in proporzione alla rispettiva quota di mercato, calcolata in base al numero di pezzi ovvero a peso, se specificamente indicato nell'allegato 1 B, per tipo di apparecchiatura, nell'anno solare di riferimento. I produttori adempiono al predetto obbligo istituendo sistemi collettivi di gestione dei Raee.
l produttore può indicare esplicitamente all'acquirente, al momento della vendita di nuovi prodotti, i costi sostenuti per la raccolta, il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei Raee storici. In tale caso il distributore indica separatamente all'acquirente finale il prezzo del prodotto ed il costo, identico a quello individuato dal produttore, per la gestione dei rifiuti storici

Il finanziamento delle operazioni di trasporto dai centri istituiti ai sensi dell'articolo 6, nonchè delle operazioni di trattamento, di recupero e di smaltimento ambientalmente compatibile, di cui agli articoli 8 e 9, di Raee provenienti da nuclei domestici derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato dopo la data di avvio del sistema è a carico del produttore che ne assume l'onere per i prodotti che ha immesso sul mercato a partire dalla predetta data. Il produttore adempie al predetto obbligo individualmente ovvero attraverso l'adesione ad un sistema collettivo o misto adeguato. Il produttore non può indicare separatamente all'acquirente, al momento della vendita, i relativi costi di raccolta, di trattamento e di smaltimento.

L'Allegato 1a al Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 contiene un elenco di 10 categorie nelle quali sono raggruppati i prodotti: Grande elettrodomestici, Piccoli elettrodomestici, Apparecchiature informatiche per le comunicazioni, Apparecchiature di consumo, Apparecchiature di illuminazione, Utensili elettrici ed elettronici, Giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport, Dispositivi medici, Strumenti di monitoraggio e di controllo e Distributori automatici. l'allegato 1) b al al Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 contiene un elenco esemplificativo e non esaustivo di prodotti, raggruppati nelle 10 tipologie dell'Allegato 1) a. Le imprese che fabbricano, importano, immettono sul mercato tali prodotti devono iscriversi al registro.

A parte le esclusioni esplicitamente indicate all'art. 2 comma 3 del decreto (munizioni, materiale bellico, apparecchiature connesse con interessi di difesa nazionale, per identificare i prodotti che ricadono nell'ambito di applicazione della normativa occorre fare riferimento ad alcuni criteri principali. Innanzitutto occorre verificare se il prodotto di cui si sta parlando è un prodotto finito, ovvero una qualsiasi apparecchiatura o strumento che ha una funzione diretta, un suo involucro e, dove applicabile, porte e connessioni intese per l'utilizzatore finale . In secondo luogo occorre verificare se il prodotto dipende dalla corrente elettrica o da campi elettromagnetici per un suo corretto funzionamento. Dipende significa che l'energia elettrica è la fonte di energia primaria per il corretto funzionamento dell'apparecchiatura.

Ai sensi del Dlgs 151/205 NO. I produttori di soli componenti non sono soggetti all'obbligo di iscrizione al registro perché i componenti non sono considerati prodotti finiti.

NO, le apparecchiature che rientrano nell'ambito di applicazione, e per cui è obbligatoria l'iscrizione al registro produttori , sono quelle per cui l'alimentazione elettrica è la principale fonte di funzionamento. In pratica, sono apparecchiature che, in assenza di corrente elettrica non possono assolvere le funzioni per le quali sono state progettate.

No, perché l'energia elettrica svolge una funzione ausiliaria e non primaria.

No, perché non dipendono dalla corrente elettrica per il loro corretto funzionamento.

NO, sono soggette agli obblighi di cui al Decreti 151/2005 solo le apparecchiature elettriche ed elettroniche progettate per essere usate con una tensione non superiore ai 1000 volt per la corrente alternata e 1500 volt per la corrente continua. Non si sono soglie minime.

NO, gli impianti e le installazioni fisse sono escluse.

Le linee guida UE sui RAEE definiscono ?installazione fissa? una combinazione di diverse apparecchiature, sistemi, prodotti finiti e/o componenti assemblati o fissati da un installatore professionale.
In pratica gli elementi da considerare sono: se si tratta di una combinazione, se è fissa, se è assemblata o montata da personale specializzato in un luogo all'uopo deputato, se svolge un compito specifico, se è intesa per essere immessa sul mercato come singola unità commerciale o funzionale.

Le installazioni fisse, così come definite al punto 29, non rientrano nell'ambito di applicazione del Decreto RAEE.

NO, se sono installazioni fisse (impianti) o apparecchi fissi di grandi dimensioni.

Secondo le linee guida UE sono macchine o sistemi che consistono in una combinazione di apparecchiature, sistemi, prodotti finiti e componenti, ognuno dei quali è progettato per essere utilizzato solo nell'industria, fissato in modo permanente e installato da un professionista all'interno di un macchinario industriale o in un edificio industriale per svolgere una determinata attività. Il criterio principale non è dato dal peso ma dal fatto che il dispositivo sia fisso ed installato da un professionista con una serie di operazioni complesse.

Secondo le linee guida UE, NO

SI, le macro categorie dell'allegato 1A sono esaustive.

NO, l'allegato 1B non è esaustivo, ma solo esemplificativo.

NO

Le lampade neon e a basso consumo rientrano nell'ambito di applicazione, le lampadine ad incandescenza e alogene sono escluse (a meno che non siano parte integrante dell'apparecchio di illuminazione). La categoria di appartenenza è la 5.2.

Singolarmente no, ma se montati su un'apparecchiatura (es: faro a led) rientrano nella categoria 5.1 (apparecchi di illuminazione).

Se si configurano come unità con autonomia funzionale e rispondono alle definizione di AEE, si.

L'obbligo di etichettare l'apparecchio in conformità all ?art. 13 del Dlgs 151/2005 (cassonetto barrato) e di allegare all'apparecchiatura un'informativa con le istruzioni per lo smaltimento dell'apparecchiatura una volta giunta a fine vita.

Il simbolo va apposto sull'apparecchiatura e deve essere visibile e indelebile. Qualora le dimensioni dell'apparecchiatura non consentano di apporre il simbolo, lo stesso va messo sulla confezione, sulle istruzioni e sul foglio di garanzia.

L'informativa deve contenere: spiegazione del significato del simbolo, sanzioni previste nel caso di smaltimento abusivo dell'apparecchiatura giunta a fine vita, obbligo di conferire l'apparecchiatura a fine vita in raccolta separata; la possibilità di consegnarla al distributore a fronte dell'acquisto di un'apparecchiatura nuova. Nell'area Consorziati sono disponibili alcuni esempi di informativa.

SI, in modo piuttosto semplice. Il produttore, entro 30 giorni dall'iscrizione, dovrà riportare il numero di iscrizione sui documenti commerciali (carta intestata, listini, prezziari e fatture). Inoltre è già attiva una sezione del registro AEE dove, senza l'ausilio di alcuna password, è possibile vedere i soggetti che si sono registrati ed il relativo numero di iscrizione.

Per la mancata iscrizione al registro la sanzione prevista va dai 30.000 ai 100.000 euro.
Per la mancata etichettatura (con il simbolo del bidoncino barrato) la sanzione va da 200 a 1000 euro per singola apparecchiatura.
Per la mancata fornitura dell'informativa la sanzione va da 2000 a 5000 euro.
Per la mancata adesione al Consorzio ( produttori di AEE domestici) la sanzione prevista va da 30.000 a 100.000 euro.

Gli obblighi di iscrizione al registro, etichettatura, informativa sono esattamente i medesimi. I produttori di AEE professionali non sono obbligati ad aderire ad un sistema collettivo (Consorzio) e non sono tenuti a partecipare finanziariamente al sistema di recupero dei RAEE storici, in quanto la norma prevede che sia l'utilizzatore finale a sostenere i costi di smaltimento.
Sono invece tenuti a finanziare lo smaltimento delle apparecchiature nuove una volta giunte a fine vita.

L'eco- contributo RAEE è un importo destinato a coprire i costi di trattamento, recupero e smaltimento dei RAEE domestici. Viene fissato dai Sistemi collettivi e quindi può variare a seconda del Consorzio di appartenenza e dell'apparecchiatura.

Il Dlgs 151/2005 non fissa alcun obbligo in tal senso. Il produttore può decidere di evidenziare l'eco contributo in fattura oppure di internalizzarlo nel prezzo. Il produttore può altresì decidere di corrispondere al Consorzio di appartenenza il contributo senza ricaricarlo poi sul prezzo di vendita.

È un modo per definire l'eco-contributo RAEE.

Secondo l'Agenzia delle Entrate l'eco-contributo va assoggettato alla medesima aliquota IVA dell'apparecchiatura cui viene applicato.

Secondo quanto riportato negli orientamenti UE, i criteri per identificare un utensile industriale fisso di grandi dimensioni al fine di poterlo escludere dall'applicazione della direttiva RAEE (e quindi dal Dlgs 151/2005) sono i seguenti:

  • deve essere una combinazione di diversi elementi (apparecchiature, prodotti finiti, componenti e sistemi), ognuno dei quali utilizzabile solo nell'industria;
  • deve essere installato da un operatore professionista, in un luogo appositamente predisposto, magari con opere murarie, per svolgere un'attività specifica;
  • deve essere installato in modo permanente (fino alla fine del ciclo di vita dello stesso).

I criteri sono complementari e non alternativi, ovvero, devono ricorrere tutti per consentire l'esclusione dall'ambito di applicazione della direttiva. Secondo le linee guida UE non possono essere utilizzati come discriminante il peso, le dimensioni effettive e anche le modalità di trasporto o movimentazione.

Il primo criterio da seguire è l'identificazione dell'utente finale dell'apparecchiatura, ovvero, l'utente per cui la medesima è pensata e progettata. Se l'apparecchiatura rientra nella definizione di bene di consumo (così come definita dal Codice del consumo) è da considerarsi sempre di tipo domestico. Esempi: orologi, frigoriferi, tostapane, ?.. Per le apparecchiature che invece possono costituire sia bene di consumo (destinati quindi ad un utente che non usa la medesima apparecchiatura nell'ambito di un'attività lavorativa) sia bene di tipo professionale è possibile utilizzare, come criterio secondario, il canale di distribuzione. A titolo di esempio: un orologio da polso è sempre un AEE domestico, anche se il produttore/importatore lo vende ad un grossista, il quale lo vende ad un dettagliante, che poi lo vende ad un privato. Un computer (che è un apparecchio potenzialmente destinato ad entrambi gli usi) può essere venduto dal produttore alla grande distribuzione (e allora è sicuramente domestico), oppure venduto direttamente tramite agenti ad operatori professionali. Il fatto che la prima cessione avvenga tra produttore e grossista/distributore non qualifica necessariamente l'apparecchiatura come professionale.

In base all'art. 3 del Dlgs 151/2005, il peso di una apparecchiatura elettrica ed elettronica ai fini RAEE (iscrizione al Registro nazionale produttori ed applicazione del contributo di smaltimento/recupero) si calcola tenendo conto dell'apparecchiatura nel suo complesso, inclusi tutti i componenti, i sottoinsiemi ed i materiali di consumo che sono parte integrante della stessa nel momento in cui viene venduta. Si può escludere l'imballaggio primario e di trasporto

Si. In base all'art. 3 del Dlgs 151/2005 si definisce come RAEE un rifiuto di apparecchiatura elettrica ed elettronica comprensivo di tutti i componenti, sottoinsiemi e materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto nel momento in cui si assume la decisione di disfarsene

Secondo quanto previsto dall'art. 3 comma 9 del DM 185/2007 il numero di iscrizione al registro nazionale produttori AEE va riportato su tutti i documenti commerciali. La dicitura a nostro avviso più chiara da adottare è la seguente:

Iscrizione Registro nazionale produttori apparecchiature elettriche ed elettroniche n._________

Per ragioni di spazio si possono adottare anche diciture più brevi, quali ad esempio:

Registro AEE n.__________

Si ritiene che i documenti commerciali cui si riferisce la normativa possano essere le fatture, i ddt e la carta intestata. Non esistono altre indicazioni di legge in merito. Dato che però si tratta dell'iscrizione ad un pubblico registro, si possono utilizzare criteri di analogia con il REA o con l'iscrizione alla CCIAA.

No, il Consorzio non rilascia al momento alcun numero di iscrizione del singolo produttore, ma ha dichiarato al Registro l'elenco dei propri consorziati. Il sistema di iscrizione al Registro chiede il consorzio di appartenenza del produttore, ma non il numero di iscrizione.

SI se è una apparecchiatura finita e direttamente utilizzabile dall'acquirente: ad esempio una lampada da giardino; l'art. 3 del Dlgs 151/2005 include nella definizione di AEE sia gli apparecchi di generazione dell'energia elettrica, sia quelli che la consumano. La lampada a pannelli solari si configura come prodotto finito, e svolge una funzione diretta (quella appunto, di illuminare) e rientra a tutti gli effetti nella definizione di apparecchiatura finita riportata nelle Linee guida UE del 2006.
NO se parliamo del singolo pannello fotovoltaico (esempio quelli che si installano sui tetti) e cioè di un pezzo di un impianto che produce energia; i pannelli a sé non rientrano perché devono essere connessi, da un tecnico, ad inverter e altri componenti per poter generare energia; si configurano quindi quali installazioni fisse di grandi dimensioni e non essendo un prodotto finito sono esclusi dal campo di applicazione.